Secondo il Tribunale di Milano, l'esclusione generalizzata degli stranieri dai concorsi pubblici è discriminatoria
Secondo il Tribunale di Milano, escludere gli stranieri ammessi dalla legge da un concorso pubblico è discriminatorio La cittadinanza italiana è sempre necessaria per lavorare nella pubblica amministrazione? La risposta non può essere generalizzata. Con sentenza depositata il 23 settembre 2026, il Tribunale ordinario di Milano, Sezione Lavoro, ha dichiarato discriminatoria la clausola di un bando dell'Agenzia delle Entrate che riservava ai cittadini italiani un concorso destinato all'assunzione di 622 assistenti. Il caso concreto Il bando, pubblicato il 15 maggio 2026, riguardava il reclutamento di persone iscritte al collocamento mirato ai sensi della legge 68/1999. La clausola escludeva chi non possedeva la cittadinanza italiana, anche se rientrava nelle categorie di stranieri abilitate dalla legislazione nazionale ad accedere a determinati impieghi pubblici. APN, ASGI, CGIL Lombardia e LEDHA hanno promosso un ricorso antidiscriminatorio. Il principio affermato L'articolo...