lunedì 9 marzo 2026

Illegittimità dell’archiviazione del permesso stagionale e obbligo di rilascio del titolo materiale: note a margine della sentenza del TAR Emilia-Romagna (Sez. I, 27 febbraio 2026, ruolo generale n. 1845/2025)

 TEMA: Illegittimità dell’archiviazione del permesso stagionale e obbligo di rilascio del titolo materiale: note a margine della sentenza del TAR Emilia-Romagna (Sez. I, 27 febbraio 2026, ruolo generale n. 1845/2025)

Abstract
La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna, Sezione Prima, pubblicata il 27 febbraio 2026 (ruolo generale n. 1845/2025), affronta un nodo centrale nella gestione delle procedure amministrative in materia di lavoro stagionale: la possibilità per la Questura di archiviare una domanda di permesso di soggiorno per ragioni meramente organizzative, in assenza di motivi ostativi sostanziali. Il Collegio afferma un principio di particolare rilievo sistematico: l’omessa tempestiva istruzione del procedimento non può ridondare a danno del richiedente, né può incidere indirettamente sulla successiva facoltà di conversione del titolo.

Il testo integrale della decisione è disponibile al seguente link:
https://www.calameo.com/books/00807977501d9892e7353

  1. Inquadramento normativo e oggetto della controversia

La controversia trae origine dall’archiviazione di un’istanza di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale, presentata a seguito di nulla osta rilasciato ai sensi dell’articolo 24 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

Il ricorrente aveva fatto ingresso regolare nel territorio nazionale con visto per lavoro stagionale, aveva sottoscritto il contratto e presentato domanda di permesso, adempiendo agli obblighi procedimentali previsti. Tuttavia, la Questura non aveva proceduto alla stampa materiale del titolo, motivando l’archiviazione con il riferimento ai “tempi stretti” tra istruttoria e conclusione del procedimento.

La questione giuridica sottoposta al TAR concerneva, dunque, la legittimità di un provvedimento di archiviazione fondato non su ragioni sostanziali ostative, bensì su una disfunzione temporale imputabile all’apparato amministrativo.

  1. Il principio affermato dal TAR: il ritardo amministrativo non può danneggiare l’istante

Il Collegio ha ritenuto la motivazione inidonea a giustificare l’archiviazione, evidenziando come l’omessa tempestiva istruzione del procedimento amministrativo non possa tradursi in un pregiudizio per il soggetto richiedente, in presenza dei presupposti normativi per il rilascio del titolo.

Il principio è coerente con l’impianto della legge 7 agosto 1990, n. 241, e con il dovere di buona amministrazione, nonché con l’obbligo di conclusione del procedimento entro termini ragionevoli. L’archiviazione non può surrogare un diniego sostanziale, né può fungere da rimedio organizzativo rispetto a inefficienze interne.

Sotto questo profilo, la sentenza si colloca nel solco di una giurisprudenza che tende a ricondurre l’esercizio del potere amministrativo entro i limiti della legalità sostanziale, evitando che il mancato rispetto dei tempi procedimentali si traduca in un effetto espulsivo di fatto.

  1. Il rilascio “materiale” del titolo e la questione della conversione

Di particolare interesse è il passaggio motivazionale relativo al rapporto tra rilascio del permesso stagionale e possibilità di conversione in lavoro subordinato ordinario, ai sensi dell’articolo 24, comma 10, del decreto legislativo n. 286 del 1998.

Il TAR osserva che la mancata stampa del titolo può aver determinato una situazione di incertezza giuridica tale da incidere sulla tempestiva attivazione della procedura di conversione. Pur ribadendo che la conversione richiede un’apposita istanza del lavoratore e non può essere valutata d’ufficio dall’Amministrazione, il Collegio sottolinea come il rilascio del titolo stagionale costituisca un presupposto logico e funzionale per l’esercizio pieno delle facoltà riconosciute dall’ordinamento.

Ne deriva che l’Amministrazione, in assenza di elementi ostativi di natura sostanziale, è tenuta a procedere al rilascio materiale del titolo, anche mantenendo la scadenza originaria, lasciando impregiudicata ogni successiva valutazione in ordine alla conversione.

  1. Profili sistematici: legalità amministrativa e tutela dell’affidamento

La decisione assume rilievo non solo per la materia specifica del lavoro stagionale, ma per l’impostazione di fondo: l’inefficienza amministrativa non può trasformarsi in una sanzione indiretta a carico del destinatario del procedimento.

Il principio di legalità amministrativa impone che ogni compressione di una posizione giuridica soggettiva trovi fondamento in ragioni sostanziali tipizzate dalla legge. Diversamente, si determinerebbe una forma di irregolarità “indotta”, non riconducibile a un comportamento dell’interessato, ma a una disfunzione dell’apparato pubblico.

In un sistema nel quale la regolarità del soggiorno condiziona l’accesso al lavoro, ai diritti sociali e alla continuità del progetto migratorio, il rispetto dei tempi e delle forme procedimentali non costituisce un aspetto meramente formale, ma una garanzia sostanziale.

  1. Considerazioni conclusive

La sentenza del TAR Emilia-Romagna del 27 febbraio 2026 (ruolo generale n. 1845/2025), pubblicata integralmente su Calaméo al link sopra indicato, rappresenta un arresto significativo in materia di permessi di soggiorno stagionali.

Essa riafferma un principio elementare ma spesso disatteso nella prassi: quando il richiedente ha adempiuto a tutti gli obblighi normativi, l’Amministrazione non può sottrarsi al rilascio del titolo invocando proprie carenze organizzative.

Si tratta di un passaggio importante in un contesto nel quale la corretta gestione della procedura amministrativa incide direttamente sulla distinzione tra soggiorno regolare e irregolare e, quindi, sulla concreta effettività dei diritti riconosciuti dall’ordinamento.

Avv. Fabio Loscerbo

domenica 8 marzo 2026

حكم محكمة تار في إيميليا رومانيا: يجب إصدار تصريح الإقامة الموسمي ولا يجوز أرشفة الطلب

 حكم محكمة تار في إيميليا رومانيا: يجب إصدار تصريح الإقامة الموسمي ولا يجوز أرشفة الطلب

أصدرت المحكمة الإدارية الإقليمية في إيميليا رومانيا – الدائرة الأولى – بتاريخ 27 فبراير 2026 حكمًا مهمًا في القضية المسجلة في السجل العام رقم 1845 لسنة 2025، أكدت فيه مبدأً أساسيًا في قانون الهجرة الإيطالي: لا يجوز للإدارة أن تبرر أرشفة طلب قانوني بسبب تأخير تنظيمي داخلي.

النص الكامل للحكم متاح عبر الرابط التالي:
https://www.calameo.com/books/00807977501d9892e7353

تتعلق القضية بمواطن أجنبي دخل إيطاليا بشكل قانوني بتأشيرة عمل موسمي، وحصل على تصريح العمل، ووقّع عقدًا نظاميًا، وقدم طلب تصريح الإقامة وفقًا للإجراءات المحددة، وأتم جميع المتطلبات الشكلية، بما في ذلك إجراءات البصمات.

ورغم استيفائه لجميع الشروط القانونية، لم تقم مديرية الشرطة بإصدار بطاقة الإقامة فعليًا، بل قررت لاحقًا أرشفة الطلب بحجة ضيق الوقت بين مرحلة دراسة الملف واختتام الإجراء الإداري.

المحكمة رفضت هذا التبرير بشكل واضح، معتبرة أن التأخير الإداري المنسوب إلى الإدارة لا يمكن أن يضر بصاحب الطلب. فإذا كانت الشروط القانونية الموضوعية والشكلية متوافرة، فإن أي خلل تنظيمي داخلي لا يشكل أساسًا مشروعًا لرفض الطلب أو أرشفته.

كما أبرز الحكم أثرًا عمليًا مهمًا، إذ أشار إلى أن عدم إصدار التصريح الموسمي قد يؤثر مباشرة على إمكانية طلب تحويله إلى تصريح عمل عادي وفقًا للمادة 24 من المرسوم التشريعي رقم 286 لسنة 1998.

ورغم أن التحويل يتطلب تقديم طلب مستقل من العامل ولا يمكن للإدارة القيام به من تلقاء نفسها، إلا أن الإدارة ملزمة أولًا بإصدار التصريح الموسمي المطلوب قانونًا، ثم النظر – عند الاقتضاء – في مسألة التحويل.

يؤكد هذا الحكم مبدأ جوهريًا في القانون الإداري: لا يمكن أن تتحول عدم كفاءة الإدارة إلى عقوبة غير مباشرة ضد عامل أجنبي التزم بجميع المتطلبات القانونية.

في مجال قانون الهجرة، حيث قد يحدد احترام المهل الإجرائية الفارق بين الوضع القانوني وغير القانوني، يمثل هذا القرار مرجعًا مهمًا في النزاعات المتعلقة بتأخر إصدار تصاريح الإقامة.

Avv. Fabio Loscerbo

domenica 1 marzo 2026

إلغاء تصريح الإقامة الأوروبي طويلة الأمد بين تقدير الخطورة الاجتماعية وواجب منح تصريح بديل: تعليق على حكم المحكمة الإدارية الإقليمية لإميليا-رومانيا، الدائرة الأولى، 26 فبراير 2026، رقم 334

 إلغاء تصريح الإقامة الأوروبي طويلة الأمد بين تقدير الخطورة الاجتماعية وواجب منح تصريح بديل: تعليق على حكم المحكمة الإدارية الإقليمية لإميليا-رومانيا، الدائرة الأولى، 26 فبراير 2026، رقم 334

يشكل الحكم الصادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية لإميليا-رومانيا، الدائرة الأولى، بتاريخ 26 فبراير 2026، رقم 334 (القضية المسجلة في السجل العام برقم 58 لسنة 2026)، محطة مهمة في تفسير المادة 9 من المرسوم التشريعي رقم 286 لسنة 1998 (القانون الموحد للهجرة)، فيما يتعلق بإلغاء تصريح الإقامة الأوروبي للمقيمين لفترة طويلة.

يمكن الاطلاع على النص الكامل للحكم من خلال الرابط التالي:
https://www.calameo.com/books/008079775aec2d43b9d32

تعود وقائع القضية إلى قرار صادر عن شرطة بولونيا بإلغاء تصريح إقامة طويلة الأمد كان قد مُنح لأحد الأجانب، استناداً إلى تقييم يفيد بوجود خطورة اجتماعية ناتجة عن أحكام جنائية نهائية تتعلق بجرائم ذات طابع خطير. وقد طعن المعني في القرار، مدعياً أن الإلغاء تم بصورة شبه تلقائية، دون إجراء تقييم فعلي لمدى اندماجه الاجتماعي والأسري والمهني في إيطاليا.

أشارت المحكمة إلى أن المادة 9، الفقرة 4، من القانون الموحد تنص على أنه لا يجوز منح تصريح الإقامة الأوروبي طويلة الأمد للأجانب الذين يُعتبرون خطراً على النظام العام أو أمن الدولة. ووفقاً للفقرة 7، يجوز إلغاء التصريح إذا زالت الشروط التي بُني عليها منحه. غير أن النص يفرض إجراء تقييم موضوعي وشخصي، يأخذ في الاعتبار مدة الإقامة في إيطاليا ومستوى الاندماج الاجتماعي والأسري والمهني للشخص المعني.

وينسجم الحكم مع الاجتهاد القضائي المستقر الذي يرفض وجود علاقة تلقائية بين الإدانة الجنائية وفقدان صفة المقيم طويل الأمد. فالتقييم يجب أن يكون آنياً ومبنياً على تحليل شخصية الفرد وخطورة الأفعال المرتكبة. وفي الحالة المعروضة، رأت المحكمة أن الإدارة قامت بتقييم فعلي، حيث درست طبيعة الجرائم وتأثيرها على الحقوق الأساسية وسلوك الشخص بشكل عام، وخلصت إلى أن القرار لم يكن مشوباً بعدم المعقولية أو التعسف، مما أدى إلى تأييد الإلغاء من حيث مبدأ الخطورة.

غير أن الجانب الأكثر أهمية في الحكم يتعلق بالمادة 9، الفقرة 9، من القانون ذاته. إذ تنص هذه الفقرة على أنه إذا تم إلغاء تصريح الإقامة طويلة الأمد ولم يُتخذ قرار بالطرد، فإنه يجب منح الشخص تصريح إقامة من نوع آخر وفقاً لأحكام القانون. ويعكس هذا النص مبدأ استمرارية الوضع القانوني للأجنبي، بحيث لا يؤدي فقدان الصفة المعززة إلى الوقوع تلقائياً في حالة إقامة غير قانونية.

وفي القضية محل البحث، لم تقم الإدارة بأي تقييم بشأن إمكانية منح تصريح بديل. ولهذا السبب قبلت المحكمة الطعن جزئياً، وألغت القرار في الجزء المتعلق بعدم تطبيق هذه الفقرة، وألزمت الإدارة بإعادة دراسة الوضع الحالي للمعني والنظر في إمكانية منحه تصريح إقامة آخر.

يبرز الحكم توازناً دقيقاً بين متطلبات حماية النظام العام وضمان احترام مبدأ الشرعية والتناسب. فصحيح أن للإدارة سلطة تقديرية في مجال الأمن، إلا أن هذه السلطة يجب أن تمارس في إطار القانون كاملاً. ولا يجوز أن يؤدي إلغاء تصريح الإقامة طويلة الأمد إلى خلق فراغ قانوني، بل يتعين إجراء تقييم جديد للوضع القانوني إذا لم يكن الطرد وارداً.

ويؤكد هذا الاجتهاد أن سلطة الإدارة في مجال الهجرة، رغم اتساعها، تبقى خاضعة لمبادئ دولة القانون وضمانات المشروعية الإجرائية والموضوعية.

Avv. Fabio Loscerbo
ORCID: 0009-0004-7030-0428

sabato 28 febbraio 2026

Largimi nga Italia mund të kushtojë lejen e qëndrimit

 Largimi nga Italia mund të kushtojë lejen e qëndrimit


Në të drejtën italiane të emigracionit, mungesa nuk është kurrë një fakt neutral. Largimi nga territori italian ndërkohë që një procedurë administrative për lejen e qëndrimit është ende në zhvillim mund të ketë pasoja vendimtare, deri në refuzimin e vetë lejes. Nuk bëhet fjalë për një rrezik teorik, por për një realitet të konfirmuar gjithnjë e më shpesh nga praktika administrative dhe nga jurisprudenca.


Leja e qëndrimit nuk është thjesht një dokument burokratik. Ajo përfaqëson një lidhje juridike të vazhdueshme midis shtetasit të huaj dhe shtetit italian, e bazuar në praninë reale dhe të qëndrueshme në territorin kombëtar. Kur kjo vazhdimësi ndërpritet, themelet juridike të së drejtës për të qëndruar në Itali dobësohen ndjeshëm.


Autoritetet italiane e interpretojnë në mënyrë konstante mungesën e zgjatur ose të parregulluar si një ndërprerje të qëndrimit. Në praktikë, kjo do të thotë se edhe kur kërkesa për rinovim është paraqitur në mënyrë të rregullt, largimi nga Italia — veçanërisht në mungesë të një kuadri të qartë për rikthim të rregullt — mund ta çojë administratën në përfundimin se kushtet ligjore për lejen e qëndrimit nuk ekzistojnë më.


Jurisprudenca administrative e kohëve të fundit e ka konsoliduar këtë qasje. Gjykatat kanë konfirmuar se, kur një shtetas i huaj qëndron jashtë Italisë për një periudhë të konsiderueshme dhe nuk kthehet brenda afatit të vlefshmërisë së vizës së rikthimit, refuzimi i lejes së qëndrimit është juridikisht i ligjshëm. Në këto raste, administrata nuk ushtron diskrecion, por zbaton ligjin në mënyrë detyruese, duke konstatuar mungesën e një kushti thelbësor.


Ajo që e bën këtë çështje veçanërisht delikate është fakti se garancitë procedurale kanë një ndikim të kufizuar sapo mungesa të jetë konstatuar. Kur refuzimi bazohet në mungesën objektive të kushteve të kërkuara — si vazhdimësia e qëndrimit ose rikthimi i rregullt — akti shpesh konsiderohet i detyrueshëm. Si pasojë, mangësitë procedurale ose arsyetimet e vona rrallëherë arrijnë të ndryshojnë rezultatin.


Mesazhi është i qartë dhe nuk duhet nënvlerësuar. Largimi nga Italia ndërkohë që një procedurë administrative është ende pezull është një vendim me rrezik të lartë. Edhe një mungesë e përkohshme, nëse nuk vlerësohet siç duhet ose nuk justifikohet në mënyrë adekuate, mund të vërë në rrezik vite të tëra qëndrimi të ligjshëm dhe integrimi.


Në të drejtën e emigracionit, prania ka peshë. Koha ka peshë. Territori ka peshë. Dhe ndonjëherë, edhe një mungesë e vetme mjafton për ta shndërruar një situatë të rregullt në një refuzim përfundimtar.


Publikimi i plotë është i disponueshëm në Calaméo në lidhjen e mëposhtme:

https://www.calameo.com/books/0080797759e6d98d60004


Avv. Fabio Loscerbo

من دون سكن ثابت، لا تصريح إقامة؟ الحكم الذي يغيّر القواعد

https://ift.tt/5G8tHrg https://www.youtube.com/watch?v=2IXgHP6K6OA

venerdì 27 febbraio 2026

Il lavoro stagionale e il permesso di soggiorno per attesa occupazione: conferme giurisprudenziali e limiti strutturali del sistema

 Il lavoro stagionale e il permesso di soggiorno per attesa occupazione: conferme giurisprudenziali e limiti strutturali del sistema

La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna, Sezione Prima, depositata il 5 febbraio 2026 (n. 217), offre un’ulteriore occasione di riflessione su un tema che continua a presentare rilevanti criticità applicative nel diritto dell’immigrazione: la possibilità, o meglio l’impossibilità, di riconoscere il permesso di soggiorno per attesa occupazione in favore del lavoratore straniero entrato in Italia con visto per lavoro stagionale.

La vicenda esaminata dal giudice amministrativo prende le mosse dal diniego opposto dall’Amministrazione al rilascio di un permesso per attesa occupazione richiesto da uno straniero che, pur avendo fatto ingresso regolare sul territorio nazionale, non aveva potuto consolidare il rapporto di lavoro stagionale per il quale era stato rilasciato il nulla osta. A fronte di tale situazione, il ricorrente aveva invocato l’applicazione dell’art. 22, comma 11, del d.lgs. 286/1998, nonché una lettura sistematica orientata ai principi di buona fede, collaborazione e tutela dell’affidamento, facendo leva anche su alcune circolari ministeriali.

Il TAR Emilia-Romagna respinge il ricorso, muovendo da un dato che la prassi amministrativa e una parte del contenzioso tendono talvolta a sottovalutare: il lavoro stagionale costituisce una fattispecie autonoma, disciplinata da regole speciali e derogatorie rispetto al lavoro subordinato ordinario. L’art. 24 del Testo Unico, nel richiamare l’art. 22, esclude in modo espresso l’applicabilità del comma 11, vale a dire proprio della norma che disciplina il permesso di soggiorno per attesa occupazione. Tale esclusione non è occasionale né meramente formale, ma risponde alla logica strutturale del lavoro stagionale, che è per definizione temporaneo, ciclico e funzionale a specifiche esigenze settoriali.

In questo quadro, il Collegio chiarisce che la mancata instaurazione o il mancato perfezionamento del rapporto di lavoro stagionale determina la perdita di efficacia del nulla osta e del visto di ingresso, con la conseguenza che non vi è spazio per una “trasformazione” del titolo di soggiorno in un permesso per attesa occupazione. Il permesso per attesa occupazione, infatti, non è configurabile come uno strumento di sanatoria o di riequilibrio ex post di una procedura non andata a buon fine, ma opera esclusivamente nei limiti rigorosi fissati dal legislatore.

Particolarmente significativa è la posizione assunta dal TAR in ordine al ruolo delle circolari ministeriali. La sentenza ribadisce un principio di metodo che assume valore sistemico: le circolari non possono ampliare l’ambito applicativo di istituti espressamente delimitati dalla legge, né possono derogare a una previsione primaria chiara ed inequivoca. In altri termini, la funzione interpretativa e organizzativa dell’atto amministrativo interno incontra un limite invalicabile nel dato normativo, soprattutto in un settore – quale quello dell’immigrazione – caratterizzato da una forte tipizzazione delle fattispecie e da un equilibrio delicato tra interessi individuali e interessi pubblici.

La decisione si inserisce così in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, che tende a escludere soluzioni elastiche in materia di lavoro stagionale e a riaffermare la necessità di un rigoroso rispetto delle procedure di ingresso e soggiorno. In tale prospettiva, il lavoro stagionale non può essere utilizzato come canale indiretto di stabilizzazione del soggiorno, né può essere assimilato, sul piano degli effetti giuridici, al lavoro subordinato ordinario. Gli eventuali percorsi di permanenza devono essere ricercati esclusivamente all’interno delle ipotesi espressamente previste dal legislatore, come la conversione del titolo nei casi e nei limiti consentiti.

La sentenza del TAR Emilia-Romagna del 5 febbraio 2026 assume dunque un rilievo che va oltre il caso concreto. Essa conferma un’impostazione rigorosa, ma coerente con l’assetto normativo vigente, e contribuisce a delimitare con chiarezza l’ambito operativo del permesso di soggiorno per attesa occupazione, evitando letture espansive che rischierebbero di compromettere la tenuta complessiva del sistema dei flussi e delle quote di ingresso.

Il testo integrale della sentenza è consultabile nella pubblicazione disponibile su Calaméo, al seguente link:
https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

Ascolta "Travailleur détaché en Italie _ refus illégitime du renouvellement du titre de séjour en l’absence de prorogation de l’autoris...