martedì 24 marzo 2026
lunedì 23 marzo 2026
Segnalazione nel Sistema Informativo Schengen (SIS) e limiti dell’automatismo amministrativo nell’annullamento dei visti
Segnalazione nel Sistema Informativo Schengen (SIS) e limiti dell’automatismo amministrativo nell’annullamento dei visti
Abstract
La giurisprudenza amministrativa italiana torna a confrontarsi con il tema delle segnalazioni nel Sistema Informativo Schengen (SIS) e con i loro effetti sulle procedure relative ai visti e ai titoli di soggiorno. La decisione del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, pubblicata nel 2026, offre l’occasione per riflettere sui limiti dell’automatismo amministrativo e sul dovere dell’amministrazione di svolgere una valutazione concreta e proporzionata del caso. Il provvedimento analizzato chiarisce che la mera presenza di una segnalazione nel SIS non può essere considerata un presupposto necessario e sufficiente per l’annullamento di un visto già rilasciato, imponendo invece un’istruttoria effettiva e una ponderazione degli interessi coinvolti.
1. Introduzione
Il Sistema Informativo Schengen rappresenta uno degli strumenti centrali della cooperazione europea in materia di sicurezza e gestione delle frontiere. Attraverso questo sistema, gli Stati membri condividono informazioni relative a persone e oggetti ricercati o segnalati, con l’obiettivo di garantire un controllo coordinato all’interno dello spazio Schengen.
Nel contesto del diritto dell’immigrazione, le segnalazioni nel SIS assumono particolare rilievo perché possono incidere direttamente sui procedimenti relativi ai visti, agli ingressi e ai permessi di soggiorno. Tuttavia, l’utilizzo di tali informazioni deve sempre essere compatibile con i principi fondamentali del diritto amministrativo, tra cui la proporzionalità, la ragionevolezza e la tutela dell’affidamento.
La decisione qui esaminata, pubblicata integralmente al seguente indirizzo:
https://www.calameo.com/books/008079775bd3ae1bfaa78
offre un contributo significativo alla definizione dei limiti entro cui le amministrazioni possono utilizzare una segnalazione nel SIS come presupposto per adottare provvedimenti restrittivi.
2. Il caso oggetto della decisione
La controversia trae origine dal rilascio di un visto per motivi di studio da parte di una sede diplomatica italiana. Successivamente, le autorità di un altro Stato appartenente all’area Schengen avevano revocato il permesso di soggiorno della cittadina interessata e inserito una segnalazione nel Sistema Informativo Schengen.
A seguito di tale segnalazione, l’amministrazione italiana aveva proceduto all’annullamento d’ufficio del visto precedentemente rilasciato. In conseguenza di tale annullamento, la Questura competente aveva dichiarato irricevibile la domanda di permesso di soggiorno presentata dall’interessata.
La ricorrente ha quindi impugnato tali provvedimenti dinanzi al giudice amministrativo, sostenendo che l’amministrazione avesse applicato la segnalazione nel SIS in modo automatico, senza effettuare una valutazione concreta della situazione.
3. Il quadro normativo e il ruolo del Sistema Informativo Schengen
Il Sistema Informativo Schengen è disciplinato da una serie di regolamenti europei che regolano la raccolta, la condivisione e l’utilizzo delle informazioni tra gli Stati membri. Il sistema consente alle autorità nazionali di verificare rapidamente l’esistenza di segnalazioni relative a persone o documenti, facilitando la cooperazione transnazionale.
Tuttavia, il funzionamento del SIS non comporta che le autorità nazionali siano automaticamente vincolate a adottare determinati provvedimenti. Le informazioni contenute nel sistema devono essere interpretate e utilizzate nel rispetto dei principi generali del diritto dell’Unione e del diritto amministrativo nazionale.
Proprio su questo punto si concentra la pronuncia del TAR Lazio.
4. Il principio affermato dal TAR Lazio
Il giudice amministrativo ha chiarito che la segnalazione nel Sistema Informativo Schengen non può essere considerata un presupposto automatico e vincolante per l’annullamento di un visto.
Secondo il tribunale, l’amministrazione non può ritenersi priva di margini di valutazione discrezionale. Al contrario, deve procedere a una verifica concreta delle circostanze del caso, tenendo conto anche del principio di proporzionalità e dell’eventuale affidamento maturato dalla persona interessata.
Nel caso specifico, il collegio ha rilevato che l’amministrazione aveva trattato la segnalazione nel SIS come se costituisse un obbligo automatico di annullamento del visto, senza svolgere un’adeguata istruttoria. Tale impostazione è stata ritenuta incompatibile con i principi del diritto amministrativo.
La decisione ha quindi annullato sia il provvedimento di annullamento del visto sia il successivo atto della Questura che aveva dichiarato irricevibile la domanda di permesso di soggiorno.
5. Considerazioni conclusive
La pronuncia del TAR Lazio assume particolare rilevanza perché affronta una questione destinata a riproporsi con crescente frequenza nella prassi amministrativa: il rapporto tra i sistemi informativi europei e il potere decisionale delle amministrazioni nazionali.
Il principio affermato dal giudice amministrativo è chiaro: gli strumenti di cooperazione europea, come il Sistema Informativo Schengen, non possono trasformarsi in meccanismi di decisione automatica. L’amministrazione resta sempre tenuta a svolgere una valutazione concreta del caso, motivando adeguatamente le proprie decisioni e verificando la proporzionalità delle misure adottate.
In questa prospettiva, la decisione contribuisce a rafforzare il controllo giurisdizionale sugli automatismi amministrativi e a riaffermare il ruolo centrale dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e tutela dell’affidamento nel diritto dell’immigrazione.
Avv. Fabio Loscerbo
ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428
domenica 22 marzo 2026
New on TikTok: Refus de visa et signalement SIS : le juge annule lorsque l’administration ne prouve pas les motifs Bienvenue dans un nouvel épisode du podcast Droit de l’immigration. Je suis l’avocat Fabio Loscerbo. Aujourd’hui, nous abordons une question très concrète : le lien entre le refus d’un visa de travail et les signalements dans le Système d’Information Schengen, le SIS. Nous partons d’une récente décision du Tribunal administratif régional du Latium, publiée le 19 mars 2026 . Le cas est clair. Un travailleur étranger avait déjà obtenu une autorisation de travail, le nulla osta, délivrée par les autorités italiennes. Malgré cela, l’Ambassade d’Italie a refusé le visa. Par la suite, un élément décisif apparaît : l’administration elle-même reconnaît qu’une erreur a été commise et engage une procédure de réexamen. Et c’est ici que se situe le cœur du problème juridique. L’administration tente de justifier le refus en évoquant de manière générale une possible inscription dans le SIS ou des difficultés liées à la procédure administrative. Toutefois, elle ne fournit aucun élément concret et documenté. Le juge est très clair : il ne suffit pas de faire référence de manière abstraite au SIS ou à la complexité administrative. Lorsqu’un refus de visa est contesté, l’administration doit démontrer précisément les motifs du refus. Dans cette affaire, cette démonstration fait défaut. De plus, l’administration reste largement inerte, même après les demandes du juge, et ne parvient pas à contester les arguments documentés du requérant. La conséquence est nette : le Tribunal accueille le recours et annule le refus de visa. Cette décision est importante pour deux raisons. Premièrement : un signalement SIS ne peut pas être utilisé comme justification générique. Il doit être réel, vérifiable et correctement appliqué. Deuxièmement : l’administration ne peut pas reconnaître une erreur sans la corriger. Dans ce contexte, l’inaction devient illégale. En conclusion, cette décision rappelle un principe fondamental : le pouvoir discrétionnaire en matière de visas n’est pas un pouvoir arbitraire. Il doit toujours être exercé de manière transparente, motivée et vérifiable. Et lorsque ce n’est pas le cas, le juge intervient. À très bientôt pour un nouvel épisode du podcast Droit de l’immigration.
New on TikTok: Visa refusal and SIS alert: when the decision is unlawful A worker gets a work authorization, but the visa is denied. The administration refers to SIS alerts without real proof. The Court annuls the decision. Key principle: SIS cannot be used as a generic justification. Decisions must be concrete, reasoned, and verifiable.
New on TikTok: Refus de visa et SIS : quand la décision est illégale Un travailleur obtient une autorisation, mais le visa est refusé. L’administration évoque le SIS sans preuve concrète. Le juge annule la décision. Principe essentiel : le SIS ne peut pas être une justification abstraite. La motivation doit être réelle et vérifiable.
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