Alertas SIS y rechazo de visados: los tribunales italianos cuestionan las denegaciones automáticas

 Alertas SIS y rechazo de visados: los tribunales italianos cuestionan las denegaciones automáticas

Una reciente sentencia del Tribunal Administrativo Regional del Lacio podría modificar profundamente la relación entre las alertas del Sistema de Información Schengen y los rechazos de visados de entrada en Europa.

En una decisión publicada el 6 de mayo de 2026, el Tribunal anuló el rechazo de un visado de estudios emitido por el Consulado italiano en Estambul contra un estudiante extranjero que había sido señalado en el sistema SIS por Grecia.

Durante años, muchas administraciones europeas trataron las alertas SIS casi como motivos automáticos para rechazar visados o permisos de residencia. En la práctica, cuando una persona aparecía señalada en el sistema Schengen por un Estado miembro, las autoridades consulares de otro Estado solían rechazar la solicitud sin realizar una verdadera evaluación individual.

La reciente decisión italiana parece marcar un cambio de rumbo.

El Tribunal afirmó que la administración italiana no podía rechazar el visado únicamente por la existencia de la alerta SIS. Las autoridades deben verificar concretamente si el solicitante representa realmente una amenaza actual para el orden público o la seguridad pública.

La sentencia se basa ampliamente en el Reglamento UE número 1861 de 2018, que regula el funcionamiento del Sistema de Información Schengen. En particular, el artículo 27 del reglamento establece un mecanismo de consulta entre los Estados miembros antes de rechazar o conceder visados de larga duración o permisos de residencia a personas señaladas en el SIS.

Según el Tribunal, el reglamento europeo no impone rechazos automáticos. Por el contrario, exige una evaluación concreta e individualizada de la situación del ciudadano extranjero.

La decisión también retoma el razonamiento adoptado por el Tribunal Constitucional italiano en la sentencia número 6 de 2026, que criticó la idea de que una alerta SIS deba impedir automáticamente la expedición de documentos migratorios.

El Tribunal Constitucional subrayó que el derecho europeo exige cada vez más principios de proporcionalidad y evaluación individual, en lugar de automatismos administrativos rígidos.

Esta evolución podría tener consecuencias importantes no solo para los visados de estudios, sino también para los visados de trabajo, los procedimientos de reunificación familiar, los permisos de residencia y, en general, para las políticas migratorias dentro del espacio Schengen.

La decisión es especialmente relevante porque cuestiona una cultura administrativa basada en presunciones vinculadas a la seguridad. Según la interpretación que comienza a consolidarse en la jurisprudencia italiana, la existencia de una alerta SIS ya no es suficiente por sí sola. Las autoridades deben demostrar por qué la persona constituiría un peligro real y actual.

Para los abogados especializados en derecho migratorio y para los responsables políticos europeos, este caso podría representar el inicio de una redefinición más amplia del equilibrio entre seguridad fronteriza y derechos individuales dentro del sistema Schengen.

Avv. Fabio Loscerbo
ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428

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Quand le tribunal accorde la protection mais que l’État refuse le séjour : l’affaire de Brescia et le conflit entre jugement et signalement SIShttps://loscerbo.blogspot.com/2026/05/quand-le-tribunal-accorde-la-protection.html Quand le tribunal accorde la protection mais que l’État refuse le séjour : l’affaire de Brescia et le conflit entre jugement et signalement SIS Une récente décision du Tribunal administratif régional de Brescia attire l’attention bien au-delà du droit italien de l’immigration. En cause, une question aussi technique que fondamentale : que se passe-t-il lorsqu’un juge reconnaît le droit à la protection internationale, mais que l’administration refuse malgré tout de délivrer le titre de séjour ? C’est le paradoxe juridique mis en lumière par la décision rendue le 23 avril 2026 par le Tribunal administratif régional de Brescia. L’affaire concerne un ressortissant étranger ayant obtenu, par décret définitif du Tribunal de Brescia, la reconnaissance de la protection subsidiaire. En principe, cette décision devait conduire à la délivrance du titre de séjour. Pourtant, la Questura a opposé un refus fondé sur un signalement dans le Système d’Information Schengen, le SIS, signalement maintenu même après la décision judiciaire. Le contraste est saisissant. D’un côté, une décision juridictionnelle définitive reconnaissant un droit fondamental. De l’autre, un refus administratif fondé sur un mécanisme européen de sécurité. La question dépasse largement ce dossier : un signalement sécuritaire peut-il neutraliser, dans les faits, les effets concrets d’un jugement définitif ? Certes, le tribunal a tranché le litige sur un terrain procédural, en déclarant irrecevable l’action en exécution. Mais la question de fond demeure entière. Et c’est précisément pour cela que cette affaire est importante. L’enjeu n’est pas seulement procédural. Il touche à l’effectivité des droits. En droit des étrangers, un droit reconnu mais impossible à mettre en œuvre peut se transformer en protection purement théorique. Cette affaire résonne bien au-delà de l’Italie, car elle illustre les tensions croissantes entre contrôle migratoire, coopération européenne et garanties juridictionnelles. Le système SIS a été conçu comme un instrument de coopération entre États membres. Mais ce dossier montre que ces mécanismes peuvent entrer en collision avec les protections reconnues par les juges. L’affaire de Brescia ouvre ainsi un débat plus vaste sur l’équilibre entre autorité judiciaire et pouvoir administratif. Elle interroge une question simple mais décisive : une personne reconnue protégée par un tribunal peut-elle néanmoins demeurer enfermée dans une zone d’incertitude juridique à cause d’un signalement administratif ? C’est aussi une question très concrète pour les praticiens du droit : gagner un recours suffit-il si son exécution peut encore être bloquée ? Pour certains, cette affaire révèle le risque que des dispositifs sécuritaires puissent vider indirectement de sa substance la protection juridictionnelle. Pour d’autres, elle met en évidence une tension non résolue au cœur même de l’ordre juridique Schengen. Dans tous les cas, cette décision importe parce qu’elle révèle un problème structurel, et non une anomalie isolée. En droit de l’immigration, le plus difficile n’est souvent pas d’obtenir la reconnaissance d’un droit, mais d’en assurer l’effectivité. Et c’est pourquoi l’affaire de Brescia mérite d’être suivie avec attention bien au-delà des frontières italiennes. Fabio Loscerbo Avocat en droit de l’immigration ORCID : https://ift.tt/43Kct7l https://ift.tt/WfzaySI Avv. Fabio Loscerbo https://ift.tt/VKzbmRS